Glocal Eyes - Il Blog

A pochi metri da Campo de’ Fiori esiste un passaggio semi nascosto che mette in comunicazione Piazza del Biscione con Via di Grottapinta: il Passetto del Biscione.

Questo camminamento coperto ha visto oltre 2000 anni di storia.
In quest’area si trovava, infatti, il Teatro di Pompeo, fatto costruire (tra il 61 e il 55 a.C.) da Gneo Pompeo Magno, condottiero che ottenne la gloria grazie alle sue vittorie militari in Medio Oriente, dopo le quali divenne console.
Prima alleato, poi avversario di Giulio Cesare, che qui fu ucciso proprio ai piedi della sua statua nel 44 a.C., Pompeo aggirò le leggi in vigore all’epoca, che vietavano la costruzione di teatri stabili (fatti in muratura), edificando un tempio dedicato a Venere Vincitrice posto in cima ad un’alta scalinata a forma di esedra.
Le gradinate così disposte andavano a formare proprio gli spalti del teatro, che era enorme considerando che il diametro della cavea raggiungeva i 150 metri e che poteva ospitare fino a 30.000 spettatori.
Il profilo della cavea è ancora oggi intuibile seguendo il percorso di via di Grottapinta per la sua parte interna, mentre per la sua parte esterna osservando la forma di tratti di via del Biscione e via dei Giubbonari.
Nel medioevo anche il teatro divenne, come tanti altri edifici di epoca antica romana, una cava dove rifornirsi di materiale edilizio e sulle sue fondamenta sorsero altre costruzioni, come le dimore degli Orsini e addirittura due chiese: Santa Barbara dei Librai e San Salvatore in Arco, che poi prenderà il nome attuale di Santa Maria in Grottapinta
Quest’ultima venne ricavata proprio da uno dei tanti corridoi e stanze che componevano il teatro e che dovevano essere anticamente affrescati con la volta ad arco.
La chiesa venne annessa al Palazzo che gli Orsini costruirono, sul luogo ove sorgeva proprio il tempio di Venere, ed era possibile accedervi direttamente dal palazzo pertanto venne frequentata dai numerosi ospiti della nobile famiglia tra cui anche Lucrezia Borgia.
La chiesa conteneva un dipinto raffigurante la Madonna della Divina Provvidenza di Scipione Pulzone da Gaeta, che venne poi spostato in un’edicola in un incavo del muro laterale che si appoggiava proprio alla galleria chiamata Passetto del Biscione, che nell’epoca romana collegava la cavea del Teatro di Pompeo con l’esterno.
Più precisamente accadde che il 9 Luglio 1796 la Madonna mosse gli occhi come se si fosse svegliata all’improvviso, aprendo e chiudendo le palpebre, e seguendo con le pupille la folla che si era riunita con gran clamore all’annuncio dell’evento; andò avanti per un po’ di tempo e poi smise richiudendo gli occhi, dando però l’impressione di aver un colorito della pelle più acceso di prima.
A dire il vero questo fatto accadde in quei giorni anche a numerose altre immagini sacre rappresentanti la Vergine Maria e non solo a Roma.
Per dare una sistemazione più dignitosa al tabernacolo contenente il dipinto, si decise di chiudere parzialmente uno dei due ingressi del Passetto, facendogli assumere l’aspetto attuale.
A seguito di un fatto di sangue avvenuto nella chiesa di Santa Maria in Grottapinta, la stessa venne sconsacrata.
L’immagine sacra originale del Passetto venne portata nella chiesa di San Carlo ai Catinari ed al suo posto si alternarono numerose altre immagini sacre che per la maleducazione della gente e l’incuria venivano sistematicamente danneggiate o rubate.
Lo stesso Passetto si ridusse ad un angolo buio, sporco e maleodorante.
Oggi la chiesa sconsacrata risulta assegnata al Centro studi Cappella Orsini, scuola d’arte e centro culturale e di ricerche antropologiche.
La facciata della chiesa è sotto restauro da parte del Comune di Roma ormai già da molto tempo, ma no ancora ultimata.
Nel 2013 è proprio il Centro studi Cappella Orsini, tramite il suo Direttore Roberto Lucifero, a richiedere l’autorizzazione ad un intervento di restauro del Passetto del Biscione a proprie spese.
Nel 2014 la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico ed antropologico per il polo museale della città di Roma ha finalmente autorizzato l’opera.
Il cantiere composto da un team di 6 persone e coordinato dallo stesso Direttore Lucifero è durato circa due anni e si è concluso da poco.
Il passaggio è stato completamente rimesso a nuovo, ripulito, sono stati restaurati gli intonaci e ridipinti gli affreschi.
Anche il dipinto della Madonna originale è stato riproposto grazie ad una copia realizzata e riprodotta nei minimi particolari dall’artista Raffaella Curti.
E’ inoltre importante ricordare che è proprio legato al Passetto del Biscione il detto romano “andare a cercare Maria per Roma”, in quanto i devoti dell’immagine sacra della Madonna dovevano impegnarsi in una complicata ricerca tra le stradine del centro storico per individuare questo passaggio così ben nascosto.
Un’ultima curiosità riguarda il nome “Biscione” che già dal XV secolo indicava questa zona.
Sembra che ci possano essere due ipotesi: la prima lega il nome allo stemma della famiglia Orsini che presenta la figura di un’anguilla, e che è presente con il suo Palazzo; la seconda invece ritiene che esistesse un’osteria gestita da proprietari milanesi che esponevano lo stemma con il serpente della famiglia Visconti, signori di Milano dal 1277.
Concludendo, siamo veramente felici che grazie a questa opera di valorizzazione della cultura e tradizione cittadina sia stato possibile recuperare un luogo a cui la devozione popolare attribuisce anche un così grande valore spirituale.

DOVE

Indicazioni contenute nell'articolo.